jump to navigation

Follia Febbraio 19, 2008

Posted by isabelletostin in drammatico.
trackback

img149/7461/folliaao4.jpgFollia (Asylum)
David Mackenzie
Gran Bretagna, 2005

Tratto dall’omonimo romanzo di Patrick McGrath (che non ho letto… ooops!) il film, arrivato sugli schermi italiani con due anni di ritardo, ripercorre la discesa nella pazzia di una madre di famiglia, moglie di un medico psichiatra, nella rispettabile media borghesia inglese degli anni ‘50.
Innamoratasi di uno dei degenti dell’ospedale diretto dal consorte, la donna finirà per essere risucchiata nelle fobie e fissazioni dell’amante fino a un tragico epilogo.
Il tutto raccontato in 93 minuti improvvisati sicuramente su un testo originale complesso e troppo articolato da riassumere in poche scene cinematografiche; i personaggi risultano abbozzati, gli attori vagano davanti alla macchina da presa in uno stato catatonico e per nulla convincente, la recitazione è assolutamente svogliata, il nodo centrale di tutta la pellicola (la follia) viene solo analizzato tramite sequenze esplicative di azioni fini a sé stesse e quando c’è bisogno di un’analisi più “parlata” dei cambiamenti della protagonista e dell’uomo, questo non avviene - ci si aspetta che le patologie dell’amante della donna siano elencate con più dettagli, ma avvenendo il contrario non si riescono a capire nemmeno quelle della protagonista che lui condiziona costantemente con le sue fisime: perché lei si innamora di uno psicopatico? perché si lascia irretire da un uomo chiaramente malato? forse perché è insoddisfatta? o perché anche lei, costretta in una vita impeccabile, ha sempre nascosto la sua follia latente, fino a uno scoppio improvviso?
Non l’ho capito, e non viene spiegato. E sicuramente è perché il film è tratto da un’opera letteraria e non frutto di una sceneggiatura originale e pensata solo per il grande schermo.
In conclusione, la noia impazza.

Commenti»

No comments yet — be the first.